La risonanza magnetica è un'indagine sofisticata che consente di ottenere immagini "avanzate" di svariati distretti dell'organismo nelle quali si possono osservare organi e strutture con relative alterazioni, altrimenti non evidenziabili con altre metodiche. I campi in cui la risonanza magnetica ha preso il sopravvento sulle altre indagini sono quello neurologico e ortopedico. Ad esempio, nelle malattie (infiammatorie o degenerative) del disco intervertebrale, l'unica metodica che permette di vedere la struttura in questione è la risonanza magnetica: le radiografie semplici o con contrasto consentono le prime di ipotizzare un infiammazione del disco intervertebrale solo quando sono gia presenti importanti alterazioni delle vertebre attigue, le seconde ci mostrano solo che il midollo sovrastante al disco erniato è compresso, ma non abbiamo informazioni né sul disco né sulla sofferenza del midollo dislocato. Questi e altri numerosi esempi rendono questo esame quello di elezione anche in medicina umana per lo studio del cervello e del midollo spinale. L'avvento di questa metodica in medicina umana ha reso obsoleto e non piu praticato l'esame radiologico con contrasto (mielografia) e in modo analogo ciò sta avvenendo in veterinaria. Anche l'esame TAC , estremamente utile e non sostituibile dalla RMN per lo studio di particolari distretti dell'organismo è spesso complementare all'esame RMN, ha limiti non indifferenti nella valutazione delle strutture nervose. La risonanza magnetica è dunque utile per capire quale sia la natura delle manifestazioni neurologiche che osserviamo. |
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